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Intervista per Habitissimo – 2019

https://www.habitissimo.it/idee/intervista-all-interior-designer-m-pini

Oggi, faremo un salto in Toscana, dove tra i vigneti e la tipica vegetazione che la caratterizza, incontriamo uno storico studio di interior designer: PINI 1920. Tramandato di generazione in generazione, ha segnato la storia del design italiano, attraverso importanti realizzazioni riconsciute e stimate ad alti livelli. Abbiamo avuto il privilegio di intervistare Mario Managò Pini, attualeresponsabile dello studio e nipote del fondatore. 

1. Ci racconti come nasce questa passione per l’interior design.

In primis, vorrei ringraziare lei ed Habitissimo, che seguo sempre con estremo interesse, per avermi dato la possibilità di rilasciare quest’intervista. È sempre un piacere poter parlare della storia della mia famiglia.

La passione per il design è stata trasmessa con amore da mio nonno Nello Pini, uno dei più grandi interior designer Italiani.  Durante la sua carriera ha disegnato pezzi storici come la mitica Armchair Oscar diventata, nel corso degli anni, una delle poltrone più famose e desiderate al mondo con quotazioni altissime nelle ultime aste di Christie’s e non solo. Infatti, questo grande pezzo di storia, è stato valorizzato anche in concept rivoluzionari come PASA, la prima cucina al mondo monoblocco in acciaio ed in tanti teatri, Ministeri, ville ed edifici di prestigio come l’Accademia Navale di Livorno.

Con il passare del tempo, sono riuscito a ricostruire un archivio storico a partire dal 1920, anno di apertura del primo atelier d’arredamento, fondato dal mio bisnonno Pilade Pini. Grazie a questi studi, ho progettato una startup d’arredamento, PINI 1920, che racchiude tutta la storia centenaria e propone innovativi concept. Abito da alcuni anni nella meravigliosa cittadina di Cecina, circondato dalle verdi campagne ricche di vigneti ed il mare, ho deciso di aprire il mio nuovo studio.

2. Qual è la sua filosofia di base?

Amo la natura, camminare sulle bellissime spiagge toscane, socializzare con le persone e scoprire la loro storia, tutti elementi che influenzano il mio disegno. Adoro perdermi nei piccoli borghi toscani ed è proprio qui che trovo i grandi insegnamenti del passato, fonte d’ispirazione per i miei progetti.

3. Quali sono i materiali che piú ama proporre?

Sicuramente il legno che utilizziamo in tutte le nostre realizzazioni fin dal 1920. In particolare il ciliegio ed il mogano abbinati a particolari pietre e marmi.

4. Su cosa sta lavorando al momento? Puó anticiparci qualcosa?

Certamente, anzi sono felice di annunciare in anteprima il completamento di un progetto che ha richiesto più di 3 anni di studi. Mĭnus, una lampada da tavolo rivoluzionaria per la sua estetica essenziale che unisce legno e led. È uno dei progetti che vorrei far partecipare alla prossima edizione del Compasso d’Oro.

5. Potrebbe dirci cinque valori che definiscono al meglio la sua professione? 

Spesso mi trovo a parlare con giovani designer che si avvicinano all’arte del disegno ed ogni volta il mio consiglio è: onestà, puntualità, precisione, unicità ed estro.

6. Che atmosfera preferisce dare agli interni?

Mi piace dare un tocco in più, studiando i particolari come l’illuminazione, calda e mai invasiva, al fine di donare relax e confort al mio cliente.

7. C’é uno stile in particolare al quale si sente piú vicino?

Adoro le linee decise del primo razionalismo italiano e la vivacità Olivettiana con i grandi studi di Ettore Sottsass, Marcello Nizzoli e Carlo Scarpa.

8. C’é un progetto al quale si sente particolarmente legato e perché?

Sicuramente il Palazzo di Cristallo di Livorno, la storica sede PINI disegnata da mio Nonno Nello Pini nel 1954. Un architettura meravigliosa, che racchiude in un edificio di 7 piani tutto lo stile PINI.

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